Imu e Tasi, quanto pesano le tasse sulla casa

Appena chiusa la scadenza del secondo acconto Irpef, è già tempo di saldo per Tasi e Imu: il termine di pagamento è infatti fissato per il 16 dicembre. Per chi ha posseduto l’immobile per tutto l’anno e ha già pagato la prima rata di acconto nei Comuni che non hanno variato le aliquote successivamente, basta versare quanto si è pagato per la prima rata, avendo la sola accortezza di segnalare sul modello F24 o sull’apposito bollettino postale che si tratta di versamento a saldo e non in acconto. Si ricorda che la base imponibile di entrambi i tributi, per quanto riguarda gli immobili residenziali e le pertinenze, è data dalla rendita catastale originaria aumentata del 5% e moltiplicata per 160. Aliquote ed esenzioni cambiano invece molto i presupposti impositivi: in particolare, le abitazioni principali, quelle cioè in cui il proprietario ha domicilio abituale e residenza fiscale, sono esenti da Imu, ma di norma pagano un’aliquota Tasi più alta. Inoltre, la Tasi, quando l’immobile è stato affittato alla stessa persona per più di sei mesi, è parzialmente pagata dall’inquilino, mentre l’Imu è sempre tutta a carico del proprietario. L’Imu, e soprattutto la Tasi, danno alle amministrazioni municipali un ampio margine di discrezionalità nella definizione delle aliquote e delle eventuali agevolazioni.

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